Mascherine e personalità: RIDIAMO UN PO - Studio di Nutrizione e Salute | Dott.ssa Chiara Fantera - Biologa Nutrizionista

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MASCHERINE E PERSONALITÀ: RIDIAMO UN PO'

Scritto l'8 maggio 2020.

È finita la prima settimana lavorativa post-quarantena... Il resoconto? Che dire... Mi mancava il mio lavoro, i miei pazienti, ma che fatica ricominciare... però gajarda questa prima settimana, sì mi sono divertita! Direte che sono fuori, ma invece no, perché è stato proprio divertente per me associare un determinato paziente alla mascherina che indossava... Della serie: FAMMI VEDERE CHE MASCHERINA HAI E TI DIRÒ CHE NE PENSI E COME VIVI QUESTA PANDEMIA...

A livello di NO ANSIA, ME NE STRAFREGO, ci sono quelle persone che indossano una semplice mascherina chirurgica (da 50 centesimi anche meno), messa un secondo prima di entrare in studio (perché all'aria aperta non la indossano), che tengono penzolante nella tasca posteriore dei jeans, sicuramente riusata e strausata e che una volta indossata nemmeno si regge, perché ormai "sbrillentata" e pendente da un orecchio. Sono quelli che ridacchiano sotto i baffi (anzi sotto la mascherina) e che quando gli metti il gel igienizzante sulle mani ti sfottono dicendo: "A dottorè ma non sarà un po' troppo? Io mica ce credo a tutta sta storia, da noi il virus non attacca e poi io so stato a casa du mesi... che so tutte ste scene...". A loro il covid fa un baffo! Altro che distanza, se non fai attenzione ti acciaccano pure i piedi. Sono gli stessi che sui balconi condominiali si riuniscono con i loro consimili ad arrostire salsicce, arrosticini e virus. Fantastici ma forse un po' incoscienti.

A livello di ANSIA BASE, che è sana cautela, ci sono quelle persone con mascherina (che sia chirurgica, ffp2, ffp3, o fatta in casa non importa), se è il caso mettono anche i guanti, con distanziamento sociale da decreto. Li percepite attenti ma sciolti nella gestualità e nella posizione rispetto agli altri e all’ambiente che li circonda. Sanno già fare tutto, si prendono il gel da soli e si sanificano le mani e ti seguono nella stanza della visita a debita distanza, sembra abbiano fatto la prova a casa. Perfetti direi. La maggioranza per fortuna.

A livello di ANSIA CONSISTENTE, ci sono coloro che arrivano con una mascherina assolutamente seria e strettissima da non far passare nemmeno il sangue e guanti già indossati. Se ascoltate bene si potrebbe sentire il loro battito in accelerazione. Ti chiedono anche che componenti ci sono nel gel sanificante per accertarsi che sia abbastanza igienizzante. Per loro, altro che mascherine fai da te ritagliate da fantasmini in cotone! Sognano di indossare anche le visiere paraschizzi, ma ancora un po’ si preoccupano di che cosa direbbe la gente. Se fosse consentito dalla legge, girerebbero con lo scafandro da sub, ma intanto si accontentano di sovrapporre mascherine su mascherine, con valvola e controvalvola. Sono anche quelli che ti chiedono dove possono appoggiare la borsa, la giacca, le chiavi della macchina e che si disinfettano le mani con i loro minigel ogni passo che fanno, dalla bilancia alla poltrona, dalla poltrona al lettino... e che tengono le mani sempre sospese tipo zombi con la paura di toccare chissà cosa.

A livello di ANSIA ESTREMA, patologica e paralizzante, ci sono gli equilibristi della vita/non-vita. Quelli che hanno rimandato la visita a settembre, che per telefono ti dicono: "Dottoressa spero tanto di rivederla, mi raccomando stia attenta, lei ha anche due bimbi piccoli quando torna a casa...". Muoiono di paura, sono quelli che possiedono già ogni DPI possibile e immaginabile, ma tanto non lo usano perché se ne restano tappati in casa per altri 3 mesi e pretendono che a farlo siano anche parenti, amici e conoscenti. Poi visto che loro non andranno in vacanza dicono: "Chissà se gli italiani avranno la coscienza di non andare al mare questa estate, chi ci va è proprio un delinquente!!!". Ma non pensiate che si sentano al sicuro fra le mura domestiche, perché ogni minima apertura all’esterno può essere mortale! Che sia la spesa portata a domicilio e sanificata in rituali lunghi ore. O che sia il vicino di casa che, non vedendoli da due mesi, osa presentarsi alla porta a chiedere se è tutto a posto. Vi conviene bloccarli su WhatsApp, perché non esiteranno a inoltrarvi qualsiasi, dico QUALSIASI, notizia catastrofica reperiranno.

Per non parlare del LOOK, ci sono quelli che se la sono fatta da soli la mascherina, con le fantasie più disparate. Ci sono gli adolescenti, inquieti direi, con teschi e croci. Le giovani romantiche che esibiscono invece rossi cuoricini o variopinti fiori. Gli spiriti ottimisti hanno luminosi arcobaleni. Poi ci sono anche professionisti con mascherine blu, quasi in linea con le loro cravatte regimental. I patrioti con il tricolore e le donne fashion con pizzo e maculato. E poi, egocentrico ma pratico, c'è il ragazzo con la mascherina personalizzata con il proprio nome impresso sopra. Ci sono le sarte improvvisate con le loro mascherine di cotone bianche così grandi, quasi come lenzuoli, che coprono anche le orecchie.
Insomma se ne vedono di tutti i colori e di tutti i generi e per me è stato divertente notare come ogni tipo di mascherina in qualche modo rispecchiasse la personalità di quella persona, tanto che tra me e me scommettevo su che tipo di mascherina potesse indossare il paziente che sarebbe entrato da lì a breve. A volte ci azzeccavo, a volte restavo sorpresa.

Il senso di quanto scritto non è deridere e ridicolizzare nessuno o essere insensibili alla gravità della situazione che stiamo vivendo, ma è per sdrammatizzare un po' e rendere meno pesante questo periodo ancora così incerto.
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