LE DIETE SONO COME LE SCARPE: UNA SOLA
MISURA NON VA BENE PER TUTTI!
Non esiste la dieta perfetta e non esiste la dieta uguale per tutti, così come NON dovrebbero esistere i protocolli uguali per tutti.
Il corpo umano non è una macchina standard, è un sistema dinamico, adattivo, regolato da ormoni, sistema nervoso, microbiota, stato infiammatorio, storia personale.
Partiamo da un punto chiave, il metabolismo non è solo calorie in entrata e uscita, è regolazione, risposta ormonale, segnale. Prendiamo l’insulino-resistenza. Qui il problema non è semplicemente mangio troppo, ma il fatto che le cellule rispondono male all’insulina. Il pancreas produce più insulina per compensare, e questo nel tempo crea un ambiente che favorisce accumulo di grasso, fame continua, cali energetici. In questo contesto, una dieta con carboidrati mal distribuiti o continui picchi glicemici peggiora la situazione. Qui ha senso lavorare su pasti più strutturati, stabilità glicemica, combinazione dei macronutrienti. Questo dunque non significa eliminare i carboidrati per tutti, né vivere in chetosi a vita.
Altro esempio è il mondo intestinale, pensiamo alla SIBO, qui la persona spesso ha gonfiore, dolore, fermentazione anche con alimenti considerati sani. In questo caso, una dieta ricca di fibre fermentabili o legumi può peggiorare i sintomi... ecco perché dare lo stesso schema ricco di verdure e fibre a tutti è un errore.
C’è anche il tema del digiuno intermittente. Funziona? Sì, in alcuni contesti, ma non è per tutti. Una persona con insulino-resistenza può trarne beneficio. Una persona con ipoglicemia no... Una persona con forte stress, disturbi del comportamento alimentare, problemi tiroidei o asse HPA alterato può peggiorare.
Le situazioni sono infinite e spesso complesse.
La verità è semplice, ma scomoda: non esiste il protocollo giusto, esiste il protocollo adatto alla persona in quel momento. Il corpo cambia, si adatta, attraversa fasi. Quello che oggi funziona, tra sei mesi potrebbe non essere più adatto e questo non significa che non ha funzionato, significa che il sistema è evoluto.
E allora qual è l’approccio corretto?
Non partire dalla dieta, partire dalla fisiologia della persona. Capire in che stato è: infiammatorio, metabolico, intestinale, ormonale e da lì costruire.
Perché la nutrizione non è ideologia, non è low carb, plant based, chetogenica, Paleo o digiuno... è adattamento intelligente a un organismo complesso, nn tralasciando nessun aspetto della persona, anche quello emozionale.
Insomma, elaborare un piano alimentare vuol dire studiare la persona a cui è rivolto a 360°, con attenzione, competenza e passione.