DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE AI TEMPI DEL COVID-19 - Studio di Nutrizione e Salute | Dott.ssa Chiara Fantera - Biologa Nutrizionista

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DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE AI TEMPI DEL COVID-19

03-04-2020
In tutto questo caos, ho particolarmente a cuore tutte quelle ragazze (perché per la maggior parte sono ragazze e purtroppo negli ultimi tempi in numero crescente) che soffrono di DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ALIMENTARE (anoressia, bulimia, alimentazione incontrollata, ecc...) o quelle che ne sono appena uscite. Penso a loro, a come stanno affrontando questo momento.

Tutti stiamo vivendo un periodo difficile, ma le persone con disturbi psicologici, tra cui importanti disturbi dell’alimentazione, devono affrontare ulteriori sfide legate all’interazione della loro psicopatologia con le minacce associate alla pandemia di Covid-19. Ciò richiede la progettazione di un nuovo modo di offrire i trattamenti e di integrare le strategie e le procedure standard per affrontare la loro problematica con quelle per aiutarle ad affrontare efficacemente la paura dell’infezione e l’isolamento sociale.
Purtroppo si sommano paure su paure.

Le persone con disturbi del comportamento alimentare, infatti, hanno un alto rischio di ricaduta o peggioramento della gravità del loro disturbo, sia per la paura di infezione e l’effetto della quarantena, sia per la limitazione e la carenza di adeguati trattamenti nutrizionali e psicologici/psichiatrici che inevitabilmente sono associati a questo momento.

La paura di infezione tende ad aumentare la sensazione di non avere il controllo che, in queste persone, è spesso gestita con un aumento della restrizione alimentare o altri comportamenti estremi di controllo del peso o, al contrario, con abbuffate, seguite ad es. da episodi di vomito.

Inoltre, la limitata possibilità di camminare e fare movimento può aumentare la paura dell’aumento di peso che viene, di solito, affrontata accentuando la restrizione dietetica. D'altra parte, l’esposizione a elevate scorte alimentari a casa può essere un potente fattore scatenante gli episodi di abbuffata, in quelle persone con questa espressione comportamentale del loro disturbo alimentare.

La forzata e prolungata convivenza con i familiari può innescare o accentuare le difficoltà interpersonali che possono contribuire al mantenimento o peggioramento della loro problematica.

L’isolamento a casa può aumentare l’isolamento sociale, una caratteristica comunemente associata ai disturbi dell’alimentazione e creare un ostacolo importante al miglioramento del funzionamento interpersonale: un obiettivo chiave per ridurre l’eccessiva valutazione del peso, della forma e del loro controllo.

Infine, le persone sottopeso con un disturbo dell’alimentazione sono a maggior rischio di complicanze mediche associate alla malnutrizione e, sebbene non esistano ancora dati, potrebbero essere esposte ad un rischio fisico più elevato, in caso di Covid-19.

Per affrontare i problemi sopra descritti e offrire un trattamento adeguato alle persone con disturbi del comportamento alimentre che stanno a casa, non ci sono soluzioni facili, che vanno comunque valutate caso per caso. Tuttavia, è possibile e consigliato proseguire eccezionalmente i trattamenti nutrizionali e psicologici/psichiatrici utilizzando la tecnologia online. Inoltre, alcuni centri clinici hanno già implementato servizi ambulatoriali virtuali intensivi.

Se abbiamo dunque a che fare con un familiare con questo tipo di disturbo, è sconsigliato interrompere o rinviare a data da destinarsi (a dopo la quarantena) i percorsi terapeutici già iniziati, e per coloro, ad es. mi riferisco ai genitori, che proprio in questo momento di isolamento abbiamo notato comportamenti alimentari "strani" nei loro figli, il consiglio è di non aspettare, ma di affidarsi a professionisti del settore che possano aiutarli anche tramite percorsi terapeutici online, finché si possa tutti ritornare alla "normalità" prima possibile.

Un abbraccio immenso a chi sa.
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